Il rapporto tra cannabis e salute mentale è uno dei temi più discussi nella ricerca medica. La letteratura scientifica mostra che il consumo, soprattutto se precoce e abituale, può aumentare la vulnerabilità psicologica e anticipare o aggravare problemi già presenti.
Il rischio più documentato riguarda psicosi e schizofrenia. Revisioni autorevoli indicano che l’uso di cannabis è associato a un maggiore rischio di sviluppare disturbi psicotici, con una relazione più forte nei consumatori frequenti e in chi usa prodotti più potenti. Questo è particolarmente preoccupante per adolescenti e giovani adulti, perché il cervello è ancora in sviluppo e l’esposizione al THC può interferire con memoria, attenzione, controllo degli impulsi e regolazione delle emozioni.
Anche altri aspetti della salute mentale possono essere coinvolti. L’uso regolare di cannabis è stato collegato a peggioramento dell’ansia in alcuni soggetti, attacchi di panico, perdita di motivazione, difficoltà scolastiche o lavorative, isolamento e dipendenza psicologica. Nelle persone con disturbo bipolare o altre fragilità psichiatriche, il consumo può contribuire a rendere i sintomi più instabili. Inoltre, l’idea che la cannabis sia sempre “leggera” può ritardare la richiesta di aiuto.
La cannabis è una droga, non ci sono altre definizioni per questa sostanza. Il definirla “leggera”, “sostanza ricreativa”, “medicina” o altro, non ne cambia la composizione chimica: si tratta di una droga che altera le percezioni e influenza lo sviluppo e il regolare funzionamento del cervello. È piuttosto ovvio che tutto ciò possa causare un aumentato rischio di disturbi mentali.
Le fonti che suggeriscono le conseguenze del consumo di cannabis sono multiple e prestigiose: la National Academies conclude che l’uso di cannabis aumenta il rischio di schizofrenia e altre psicosi, con rischio maggiore all’aumentare del consumo; NIDA segnala legami con esordio più precoce della psicosi nei soggetti vulnerabili e peggioramento dei sintomi in chi ha già disturbi psicotici; uno studio su The Lancet ha associato uso quotidiano e cannabis ad alta potenza a maggiori probabilità di disturbo psicotico.
La prevenzione deve cominciare presto, prima che il consumo diventi normalità. L’unico modo per evitare che i nostri ragazzi finiscano nel tunnel della droga è informarli, renderli consapevoli delle conseguenze, così che possano decidere con la loro testa come condurre la propria vita. Una consapevolezza diffusa sui rischi dell’assunzione di stupefacenti salva vite, letteralmente.
Questa è la motivazione che spinge i volontari di Mondo Libero dalla Droga Italia a diffondere ampiamente le informazioni corrette sulla droga, distribuendo opuscoli in occasione di fiere, mercati, manifestazioni sportive, o semplicemente camminando nei centri delle città.
Auspichiamo che le autorità governative creino un programma nazionale di prevenzione nelle scuole, a partire dalla media inferiore, per informare i ragazzi su cosa sono le droghe e i rischi che comportano.
Mondo Libero dalla Droga Italia è un’associazione che consta di 35 gruppi locali sparsi sul territorio nazionale e dispone di circa 500 volontari attivi che ogni settimana distribuiscono opuscoli di prevenzione e fanno didattica nelle scuole.
Si tratta in verità di una realtà internazionale: Mondo Libero dalla Droga (Drug Free World Foundation) è presente in 120 nazioni del mondo, gli opuscoli e i video sono tradotti nelle principali lingue.
Le Chiese di Scientology sostengono la campagna di Mondo libero dalla Droga fin dalla sua fondazione, la lotta all’abuso di sostanze stupefacenti rappresenta una delle principali campagne sociali della Chiesa. Il fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard, ha affermato: “L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.”
Per maggiori informazioni consultare il sito www.noalladroga.it
Giovanni Trambusti
Presidente di Mondo Libero dalla Droga Italia APS